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LA
CITTA'
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Il Marocco occupa la parte più occidentale
del Nord Africa.
Il litorale mediterraneo è ricco di scogliere e baie, quello atlantico
è in gran parte sabbioso.
Agadir è la sola insenatura naturale rilevante di questo tratto di
costa.
Agadir, il cui nome in berbero significa
“villaggio fortificato”, si trova nel cosiddetto profondo sud del
Marocco, affacciata sull'Oceano Atlantico, circondata alle spalle
dalla pianura di Sous e lambita dalla catena montuosa dell'Alto
Atlante.
Le sue origini si perdono nella preistoria,
come testimonia la sensazionale scoperta proprio ad Agadir di un
enorme set di utensili risalenti a 300.000 anni fa, concepito per
essere usato dalle mani di un uomo alto almeno 4 metri e mezzo, e
considerato dagli studiosi dei misteri dell'archeologia come prova
dell'esistenza dei giganti.

In seguito nel territorio, come in tutto il
Marocco, si insediarono i berberi o imazighen (“uomini della terra”),
che nel corso dei secoli custodirono le loro tradizioni nonostante le
colonizzazioni dei Fenici, dei Romani, dei Vandali, l'occupazione
araba e l'arrivo degli europei, tra cui i portoghesi, che costruirono
il forte di Santa Cruz de Cap de Guè, il cui nome nel 1541 fu mutato
nell'attuale Agadir quando fu conquistato dagli arabi della dinastia
saadiana.
Fu quella l'epoca d'oro della città e del suo
porto, dal quale giornalmente partivano velieri carichi di canna da
zucchero, datteri, cera, pellami, olii, spezie e metalli preziosi.
Seguirono gli spagnoli, sotto i quali nel 1760 fu chiuso il porto a
favore di quello della vicina Essaouira e cominciò un lungo periodo di
oblio; e poi i francesi, che fecero di Agadir un importante scalo
dell'“Aeropostale” che effettuava la trasvolata atlantica.
Nel 1960, a seguito di un sisma si decise di
trasferire per prevenzione la città 3 km a sud e di farne un centro
turistico internazionale, nonché il più importante porto per la pesca
della nazione, che serve tanto il mercato africano quanto quello
europeo.
Definito la meno marocchina delle città del Marocco, l'abitato moderno
è stato pensato come ponte proteso verso l'occidente, che unisce alle
influenze arabe ed africane le idee europee di città funzionale allora
più all'avanguardia, con le bianche case minimaliste ed i lungomare
ampi e rettilinei immersi nel verde.
Tra le attrazioni turistiche, non si possono
perdere il tipico mercato del pesce ed i piccoli suq dove si possono
acquistare le maroquinerie, ovvero i prodotti artigianali in cuoio
-che si dice sia il più morbido del mondo-, oltre a tappeti,
ceramiche, gioielli, oggetti in ottone e ferro battuto e piccole
sculture in radica di cedro.
Della città antica rimangono le mura e la
porta d'entrata della kasbah (costruita dagli arabi nel 1540 per
assediare il forte portoghese e difendersi) sulla sommità del
promontorio di Cap Ghir, dalla quale si può godere di una splendida
vista su Agadir ed il suo mare cristallino.
Cap Ghir inoltre difende dalle onde oceaniche la magnifica spiaggia
dalla sabbia fine e dorata estesa per 10 km ed incorniciata da
eucalipti, timi, pini e tamarindi, e non impedisce ad una piacevole
leggera brezza atlantica di alleviare la calura anche nelle ore più
torride.

Appena fuori da Agadir, sulla strada che
porta al deserto, circondata da palmeti, mandorli, campi di orzo ed
oliveti, merita una visita il Parco Nazionale del Sous-Massa, riserva
protetta per cinghiali, manguste e gazzelle e rifugio ideale per gli
uccelli migratori come i rari ibis eremiti, fenicotteri rosa, falchi
pescatori, aironi cinerini, anatre e tortore.
Sulla stessa strada, ad 88 km da Agadir a
guardia dell'accesso alla valle del Sous sorge Tarouddant, “la piccola
Marrakech” cinta da mura, e proseguendo, a 1000 m di altezza si giunge
alla berbera Tafraoute, dove a febbraio si svolge la festa dei
mandorli in fiore, fino ad arrivare alle pendici dell'Anti Atlante
affacciato sul deserto del Sahara. Recandosi invece sull'Alto Atlante,
dove nelle foreste di cedri ancora vivono i pochi leopardi del
Marocco, si può fare trekking, incontrare e conoscere i Berberi,
sciare sulle nevi perenni o discendere in moto una
duna di sabbia.
A 3 ore di distanza da Agadir si raggiunge l'imperdibile
Marrakech, “la perla del sud” simbolo del Marocco, la cui cinta
muraria del XII secolo d.C. si estende per 15 km: la medina di
Marrakech con il suo suq è stata designata dall'Unesco Patrimonio
dell'Umanità; la moschea Koutoubia con il famoso minareto capolavoro
dell'arte ispano-moresca (modello per la Giralda di Siviglia) è una
delle più grandi dell'occidente musulmano; i curatissimi giardini
vantano un'antica tradizione; la grande piazza Djemaa El Fna è nota
nel mondo poiché offre ogni giorno -tra le bancarelle dei venditori
ambulanti ed i locali aperti fino a tarda sera che servono la bevanda
nazionale, il the alla menta- svariati spettacoli di artisti di strada
come giocolieri, incantatori di serpenti, danzatori sfrenati e
saltimbanchi, e ancor di più a giugno durante l'atteso Festival del
Folklore.
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