CASINO
DI SANREMO |
Sito ufficiale


GEOGRAFIA
La città è stata fondata a ridosso di due
dorsali montuose, che si originano nel
Monte
Bignone (1299
m)
e procedono fino al mare: ad est, verso il promontorio di Capo Verde
(sormontato dal
Faro di Capo
dell'Arma della
Marina),
ed ad ovest fino a
Caponero.
Proprio la conformazione delle due dorsali,
unita alla componente boschiva prevalentemente a
castagno,
ed agli effetti mitigatori del mare, consente alla città di godere di
un
clima
subtropicale molto mite
durante tutto l'anno che sembra non conoscere il succedersi delle
stagioni in una costante alternanza di giornate calde e notti fresche.
L'originario nucleo abitativo, la Pigna,
è adagiato sulle pareti di una collina-promontorio sovrastata dalla
Chiesa della Madonna della Costa, e lambito dai torrenti San Francesco
e San Romolo. A levante, il torrente San Martino ed a ponente il
torrente Foce danno il nome alle relative zone est ed ovest della
città.
La prima fascia dell'entroterra, a ridosso
della città, è abbondantemente ammantata di serre e coltivazioni di
fiori, stanti a ricordare il ruolo importantissimo della
floricoltura
nell'economia cittadina. Alcuni oliveti e resti di coltivazioni a
terrazza, oramai quasi completamente abbandonate, costellano le
campagne e le scoscese colline circostanti.
Le frazioni dell'entroterra boschivo distano
pochi chilometri dal centro città, tanto che durante l'estate è
consuetudine, da parte dei Sanremesi, fare le "gite fuori porta" tra i
freschi boschi di castagno nella frazione di San Romolo, edificata
intorno ad un prato da anni mèta di giochi di bimbi, o tra i pascoli
della arieggiata vetta del
Monte
Bignone, da cui è possibile
godere della vista da
Saint-Tropez
ad
Albenga,
e in giornate terse, fino alla
Corsica.
La fascia boschiva dell'entroterra è stata
recentemente inserita nel "Parco Naturale di San Romolo-Monte
Bignone": un'area di circa 700 ettari, ricca di fauna e
vegetazione, nella quale si intrecciano fittamente sentieri e
mulattiere di enorme interesse storico e paesaggistico.
I due promontori ad est e ad ovest di Sanremo
ospitano rispettivamente le frazioni di Poggio e di
Coldirodi:
la prima, nota per rappresentare l'ultimo tratto in salita della
Milano-Sanremo, la seconda
sede dell'importante Pinacoteca Rambaldi.
Dal punto di vista amministrativo, la città
si estende ad est oltre il Capo Verde. Qui si trova la frazione di
Bussana, la più popolosa del Comune, che è stata edificata ex-novo
dopo che il terremoto del
1887
distrusse il più interno centro abitato originario, oggi
Bussana
Vecchia. Tale diroccato
paesino rimase abbandonato fino all'inizio degli
anni
Sessanta, quando artisti da
tutto il mondo decisero di ripopolarlo, riportando le costruzioni in
pietra alla loro struttura originale. Unico nel suo genere, oggi è un
laboratorio d'arte a cielo aperto, un frammento di vita e cultura
rurale e contadina di fine '800 estremamente suggestivo.
Alla città è stata conferita nel
2006
la
Bandiera Blu
per la qualità dei servizi del porto turistico (Portosole di
Sanremo).
ALTRI LINKS
Altro sito
sulla città di Sanremo
Sito
ufficiale del Festival di Sanremo
Altro sito sul Festival di Sanremo
Motore di ricerca del Festival di Sanremo

|
LA
CITTA'
Sito ufficiale di Sanremo
Sanremo o San Remo (Sanremu in
lingua
ligure), anticamente Villa
Matutiæ, è un comune di 57.120 abitanti della
provincia di
Imperia. Attualmente è la
quarta città ligure per il numero della popolazione, preceduta da
Genova,
La Spezia,
Savona.
Per tradizione, vi sono tre diverse modalità
di indicare gli abitanti della città: i sanremaschi sono coloro
che da generazioni sono nati e vissuti a Sanremo; i sanremesi,
coloro che risiedono o sono nati in città ma che hanno origini
forestiere; infine matuziani, usato più raramente e spesso
in senso lato, raccoglie nella globalità gli abitanti della città dei
fiori.
È una nota località
turistica,
conosciuta soprattutto - oltre che per la coltivazione di
fiori,
celebrata ogni anno con il corso fiorito
Sanremo in
Fiore, da cui l'epiteto di
Città dei Fiori - per l'ospitare il
Festival
della Canzone Italiana, il
rally
di
automobilismo, l'arrivo di una
classica del
ciclismo,
la
Milano-Sanremo, ed essere sede
di un
Casinò,
uno dei quattro in Italia. Dista dal capoluogo circa 24 km.
La posizione geografica, in una insenatura
riparata dalle montagne, è la principale causa del rinomato clima mite
della città, che la rende mèta di soggiorni sia estivi, sia invernali,
anche curativi.
Il Sindaco
Claudio
Borea è stato eletto nel
2004,
sostenuto da una coalizione di liste civiche apparentate con il
centro-sinistra.
Il Teatro Ariston sede del Festival
STORIA
Sanremo presenta tracce di attività umana fin
da tempi remoti, come testimoniato dal ritrovamento di insediamenti
del
Paleolitico.
Tuttavia è dall'epoca
romana
che la città comincia a svilupparsi come insediamento significativo.
Viene quindi fondata in epoca
romana
lungo la Via Julia Augusta, ed intitolata probabilmente a
Caio Matucio,
che intorno all'oppidum primitivo, rilevato nelle vicinanze
dell'attuale Casino, costruì una sontuosa villa, attorno alla quale
crebbe l'abitato detto Villa Matutia. Un'altra interpretazione
fa riferimento alla divinità di origine
asiatica
Mater Matuta,
dea dell'Aurora,
mutato quindi in Matutia e quindi Villa Matutiæ.
Quale che ne sia l'origine, tuttavia è certo
che, dopo la conversione della popolazione al
Cristianesimo da parte del
beato
Orsmida,
del diacono
Siro
(poi Vescovo di Genova) e del Vescovo
San Romolo
(poi eremita), nel
IX secolo
la città fu oggetto di attacchi continui da parte di pirati
saraceni,
che costrinsero la popolazione a rifugiarsi sui monti. Passato tale
periodo di devastazioni, il borgo primitivo venne rifondato sulla
costa, nell'attuale zona di San Siro e della Pigna (così
detta per la forma "ad avvolgimento" con cui venne costruita per
motivi difensivi), circondato da mura e difeso da un castello, e
quindi dedicato a San Romolo. Risale infatti al
979
un documento in cui alcune famiglie chiedono al vescovo
Teodolfo
un appezzamento di terreno a basso costo di affitto[2],
che prese il nome di castrum Sancti Romuli, dedicato al vescovo
che "ormai considerato santo e venerato dalla popolazione che nella
sua tomba prega ed invoca la protezione divina contro i nemici, che
continuavano a saccheggiare e ad uccidere"[3].
La città appartenne prima alla
Diocesi di
Albenga-Imperia, quindi ai
conti di
Ventimiglia,
ed infine passò sotto il controllo dei vescovi di
Genova.
Nel
1170
la città prese parte ad una battaglia marittima, accanto alla
Repubblica
di Genova, contro la
Repubblica
di Pisa, con una
galea
costruita con il legno ricavato dai boschi circostanti l'attuale
frazione di
San Romolo.
Nel
1297
Sanremo venne venduta alle famiglie nobili genovesi di
Oberto Doria
e
Giorgio De
Mari, che modificarono
l'amministrazione cittadina e lo statuto comunale[4];
nel
1361
passò sotto la
Repubblica
di Genova, fin quando nel
1367
la popolazione fece una colletta per riscattarsi e diventare libero
comune, sempre sotto la protezione di
Genova
ma con proprio statuto.
La città, a partire dal
Medioevo,
fece della navigazione marittima un suo punto d'orgoglio. In
particolare, visto che il clima era particolarmente mite, ed era
fiorente la coltivazione degli
agrumi,
veniva effettuato il commercio di tali frutti quasi esclusivamente via
mare, poiché le strade erano all'epoca alquanto disastrate e
pericolose. A conferma dell'abilità marinara, un vecchio detto
provenzale diceva che Li gens de San Rëmu navigou san remu (la
gente di Sanremo naviga senza usare i remi), in quanto esperta
nell'uso delle vele. Gli annali di Sanremo riportano infatti, a
partire dal
1435,
un costante ampliamento e ammodernamento del porto, di cui all'epoca
si diceva "non vi è spiaggia in tutto il dominio della Serenissima
più numerosa di barche... come di gente marinara"
Nel
XVI secolo
ricominciarono le invasioni
saracene,
tra cui quelle del
pirata
Barbarossa, che nel
1544
saccheggiò la città e depredò la chiesa di San Siro.
Per quasi due secoli rimase sotto il
protettorato genovese, ma nel
1745
fu bombardata dal mare dagli
Inglesi,
ed infine entrò in contrasto con
Genova
per le forti gabelle introdotte nonostante le forti difficoltà
economiche in cui versava la comunità e la richiesta di separare il
borgo di Colla (l'attuale
Coldirodi)
dal Comune: nel
1753
la città si ribellò, ed i Genovesi repressero duramente la rivolta. In
quell'occasione
Genova
edificò il forte di Santa Tecla nei pressi del porto (utilizzato poi
come carcere fino al
1997).
Tale avvenimento segnò l'inizio di una decadenza generalizzata che si
protrasse per oltre mezzo secolo.
Le truppe
napoleoniche,
nel
1794,
occuparono la città che divenne capoluogo della giurisdizione delle
Palme, e dopo la restaurazione dei
Savoia
(1814)
venne annessa al
Regno di
Sardegna. La decadenza
cittadina aveva portato scarse condizioni igieniche, che culminarono
un una grave epidemia di colera nel
1837:
è di questo periodo la costruzione di un nuovo cimitero suburbano e
l'allestimento di un lavatoio pubblico[5].
La Pigna, Centro Storico di Sanremo
Da quegli anni la città iniziò a crescere dal
punto di vista turistico: nel
1864
la zarina
Maria
Aleksandrovna per prima scelse
Sanremo per "svernare", aprendo la strada al turismo elitario della
nobiltà
russa,
attratto dal clima mite e dalla bellezza dei luoghi. Anche
l'Imperatrice
Elisabetta
di Baviera (Sissi, Imperatrice
d'Austria) tra i suoi numerosi e lunghi viaggi per per l'Europa
(1870-1890) si recò diverse volte a Sanremo. In questo periodo vengono
edificati mirabili edifici e ville, principalmente in stile
liberty,
per l'aristocrazia europea che diventa semi-stanziale nella cittadina.
Sempre a fine '800
la cittadina vede il passaggio dall'agricoltura
basata sugli
agrumeti,
molto fiorente, alla
floricoltura.
Ai primi del '900
cominciano a sorgere le strutture di intrattenimento più qualificate
per l'esigente élite della Belle époque: il
Casinò,
il campo
golf,
la
funivia
Sanremo-Monte Bignone,
all'epoca la più lunga del mondo, l'ippodromo, lo stadio, eccetera. Al
termine della
Prima Guerra
Mondiale Sanremo venne scelta
per la
Conferenza
Internazionale degli Stretti,
con cui venne discussa, tra gli Alleati, la redistribuzione delle
terre dell'ex
Impero
Ottomano, tra cui la
Palestina
(assegnata alla
Gran
Bretagna), la
Siria,
Cicilia e
Libano
(alla
Francia).
Intorno agli
Trenta
si ebbe la massima espansione turistica della cittadina: la città
continuò ad incrementare le proprie strutture ricettive da un lato, e
l'economia basata sulla floricoltura dall'altro. Con l'approssimarsi
della
Seconda
Guerra Mondiale iniziò un
lento declino del turismo elitario, e con la fine del conflitto la
città vide l'incremento del nuovo turismo di massa, grazie al quale
vengono spostati i periodi di soggiorno dall'inverno all'estate.
Questa enorme crescita economica, e le grandi opportunità di lavoro
nella floricoltura, attirarono soprattutto dall'Abruzzo
tantissimi lavoratori, che di fatto hanno contribuito in maniera
notevole ad accrescere la città. Le attività ludiche e ricreative per
il nuovo tipo di esigenze crescono di pari passo con la speculazione
edilizia degli anni
Sessanta
e
Settanta
che ha visto una trasformazione tutt'altro che positiva in molte parti
della città: la cementificazione selvaggia ha di fatto impedito uno
sviluppo armonico del centro urbano, divenuto nel frattempo sempre più
popoloso e caotico.
La nascita del nuovo porto turistico,
Portosole, alla fine degli anni Settanta, consolidò il ruolo
turistico della città, sempre più fulcro dell'economia cittadina. Da
allora ha preso inizio, complice una diversa sensibilità ambientale
generalizzata, una riqualificazione delle aree meno curate della
città, ed un nuovo
piano
regolatore pose un freno alla
cementificazione selvaggia.
Attualmente la città sta attraversando un
periodo di riqualificazione generalizzata, nel tentativo di
contribuire in qualche modo a contrastare una lenta decrescita del
turismo iniziata alla metà degli
anni Novanta
e rilanciare la città non solo per una fruizione del turismo "mordi e
fuggi", ma anche da un punto di vista culturale, storico,
paesaggistico.
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